Quando arriva la fatina dei denti?

Quando arriva la fatina dei denti - blog studio dentistico Culasso

QUANDO ARRIVA LA FATINA DEI DENTI (L’ERUZIONE E LA PERMUTA DEI DENTINI DA LATTE)

Mio figlio ha 10 mesi e ancora non ha messo il primo dentino, è normale? A mia figlia di 6 mesi sono spuntati i primi due incisivi superiori, ma tra di loro c’è molto spazio, come mai? La mia bambina è l’unica nella sua classe a non aver cambiato nemmeno un dente da latte, devo preoccuparmi? Al mio bimbo di 6 anni sta nascendo un dente dietro l’incisivo inferiore deciduo, che però è ancora fermissimo. Perchè mio figlio, che ha 8 anni è da molto tempo che non cambia più denti? Li ha già cambiati tutti? Come mai i denti “nuovi” del mio bambino sono spuntati tutti storti?

Occupandomi ormai da molti anni di odontoiatria pediatrica (o pedodonzia) cioè di quella branchia dell’odontoiatria rivolta alla cura dei soggetti in età evolutiva queste sono domande che i genitori dei miei piccoli pazienti mi rivolgono molto spesso.

Cerchiamo quindi di fare chiarezza sulle varie fasi della dentizione in modo da capire cosa sia normale e che cosa invece debba preoccuparci o meriti il consulto dello specialista.

La PRIMA DENTIZIONE è composta da 20 elementi dentari decidui (i cosiddetti denti da latte) disposti in numero di 5 per ogni semiarcata: ciascuna cinquina è costituita da due incisivi, un canino e 2 molari. L’eruzione dei denti decidui avviene tra i 4 mesi e i 2 anni e mezzo con una progressione che può essere lenta o veloce, precoce o tardiva: indicativamente tra i 6 e i 12 mesi spuntano gli incisivi (prima gli inferiori e poi i superiori), tra i 12 e i 16 mesi i primi molaretti, tra i 16 e i 20 mesi i canini ed infine i secondi molaretti tra i 20 e i 30 mesi. Tuttavia l’ordine e i tempi di eruzione possono essere largamente influenzati da fattori individuali e quindi può accedere che alcuni bambini mettano il primo dente a 4 mesi, che altri ad un 1 anno non abbiano ancora nessun dente in arcata e addirittura che altri ancora nascano con un dentino già visibile!

Comunque, che avvenga presto o tardi, l’arrivo di un nuovo dente è spesso (purtroppo) accompagnato da peculiari segni e sintomi come gengive infiammate e rosse, salivazione abbondante, irritabilità e più raramente diminuzione dell’appetito, febbre e diarrea. Sebbene siano disturbi normali e passeggeri possono essere ridotti facendo mordicchiare al bambino oggetti morbidi e freddi (in commercio esistono giocattoli appositi) oppure massaggiandogli le gengive con una garzina sterile imbevuta di soluzione fisiologica o acqua fredde (il freddo ha infatti una naturale azione “disinfiammante” e anestetica). In alcuni casi si può ricorrere all’uso di farmaci omeopatici che sfruttano i principi attivi di alcune erbe lenitive come la calendula, la camomilla, il timo.

La presenza di diastemi (spazi) tra un incisivo da latte e l’altro non deve destare preoccupazione, anzi è un segno favorevole in quanto indica che ci sarà sufficiente spazio per gli incisivi permanenti che sono più grandi.

Così come l’eruzione, anche la permuta dei denti decidui varia nei modi e nei tempi da bambino a bambino: generalmente se i denti sono spuntati precocemente, altrettanto precocemente inizieranno a dondolare.

La permuta segue in linea di massima tre fasi della durata di circa 2 anni l’una.

A 5-6 anni cadono gli incisivi decidui (sempre prima gli inferiori e successivamente i superiori) che sono sostituiti dagli incisivi permanenti sottostanti e in concomitanza erompono i primi molari permanenti. Questi ultimi, detti proprio “denti dei 6 anni” sono quattro dentoni che spuntano al fondo di ciascuna semiarcata dietro i molaretti da latte senza sostituire nessun dente deciduo: saranno fondamentali per la masticazione durante tutta la vita ed è quindi importante che vengano spazzolati correttamente per evitare che si carino precocemente. Può essere inoltre utile far sigillare dal dentista i solchi dei primi molari in quanto appena erotti sono più vulnerabili.

In questa fase può capitare che gli incisivi “nuovi” crescano “in doppia fila” rispetto a quelli da latte (solitamente dietro) come accade nella bocca degli squali: se il dente da latte dondola non è il caso di preoccuparsi, perchè in breve tempo cadrà e la naturale spinta della lingua riporterà il permanente che sta spuntando nella giusta posizione, nel caso invece il dente da latte sia bello fermo è necessario contattare il dentista che lo estrarrà per permettere la corretta eruzione del permanente.

Spesso inoltre gli incisivi permanenti nascono “storti”o “accavallati”: un lieve affollamento dovuto a una carenza di spazio in questa fase è piuttosto normale in quanto i permanenti hanno dimensioni maggiori dei corrispettivi denti da latte, ma negli anni successivi spesso si corregge quasi spontaneamente poiché con la crescita l’arcata dentaria tende ad espandersi.

Nel caso ci sia un ritardo tra la perdita di un dente da latte e la comparsa del permanente che dovrebbe sostituirlo di oltre 6/9 mesi può essere utile contattare il dentista che, valutata la situazione, potrebbe prescrivere una radiografia panoramica per accertare la presenza di tutti i denti permanenti. La maggior parte delle volte l’esito della radiografia è positivo e quindi basta aver pazienza ed aspettare che il dente faccia capolino dalla gengiva!

La seconda fase della permuta è quella tra i 7-8 anni del bambino: in questo periodo sono presenti gli 8 incisivi della serie permanente con i canini e i molaretti da latte. Non cade nessun dente, ma i denti permanenti che ancora mancano si stanno formando e preparando all’eruzione.

L’ultima fase della permuta va dai 9 ai 12 anni: in questa fase vengono cambiati in sequenza e di solito molto velocemente i canini inferiori, i primi molaretti inferiori e superiori e i secondi molaretti inferiori e superiori. Per ultimi, verso i 11-12 anni, vengono esfoliati i canini superiori.

Sempre a 12 anni erompono i secondi molari permanenti (detti “denti dei 12 anni”): dentoni importanti per la masticazione che si posizionano al fondo di ciascuna semiarcata e richiedono le stesse cure “anti-carie”dei primi molari permanenti (spazzolamento accurato ed eventualmente sigillatura dei sochi).

Piccole variazioni nella “scaletta” della permuta sono da ritenere normali e solo in caso di permanenza di denti decidui oltre i 13-14 anni di età va effettuata una radiografia panoramica per valutare l’eventuale presenza di agenesie (mancanza di uno o più permanenti) o di denti permanenti ritenuti (ovvero non erotti e ancora inclusi nelle ossa mascellari), situazioni che per la loro risoluzione potrebbero richiedere l’applicazione di un apparecchio ortodontico.